Trinacria 2014 – Gli Itinerari in Anteprima


Complice un fine settimana libero i vostri beniamini hanno deciso di incontrarsi e provare gli itinerari del TrinacriA in anteprima.

Diciamo che non abbiamo seguito i percorsi in maniera “pedissequa” e “maniacale”, sia per motivi logistici sia perché la giornata e la compagnia erano perfetti per provare qualche “variazione” 😉

Sabato, primo itinerario (al contrario)

Belvedere di CastellammareL’incontro con i transalpari della east coast avviene a Castellammare del Golfo; teoricamente saremmo quindi già a metà dell’itinerario ma dato che è quasi mezzogiorno e che il tempo stringe decidiamo di percorrere la prima parte a ritroso, passando quindi da Scopello e San Vito lo Capo, in direzione dell’albergo.

Un bello scatto (soggetti a parte 😛 )  e poi via in direzione Scopello, dove ci aspetta un lauto pranzo a base di focaccia, pani cunzatu e cassatelle!

Dopo quasi 300 Km di noiosa autostrada il pane cunzatu ha tutto un altro sapore… Poco importa se mentre te lo stai gustando un gruppo di pollastre minacciose ti guarda con insistenza sperando che tu regali loro una briciola di quel delizioso pasto.

Galline a Scopello Pani Cunsatu

La Torre di ScopelloDopo aver adeguatamente “calibrato” le panze decidiamo per una passeggiatina digestiva con vista sulla torre e sulla tonnara di Scopello… Il belvedere in questo caso non è proprio ufficiale (si attraversa una rete divelta) ma merita senza dubbio la visita.

Soddisfatti corpo e spirito ripartiamo verso la nostra prossima meta, l’arcinoto e ridente paesino di San Vito lo Capo. Verso San Vito Lo CapoIl primo tratto di strada ci regala panorami stupendi, curve in successione e traffico quasi assente mentre la seconda parte è un po’ più povera degli ultimi due aspetti, ma comunque immersa in un bellissimo paesaggio.

Superata Custonaci, nei pressi di Castelluzzo, il nostro Francesco ci regala la prima deviazione “ufficiosa” della giornata; invece di dirigerci verso San Vito sterziamo in direzione del mare, raggiungendo l’ingresso della riserva di monte Cofano attraverso una sterrata piatta e scorrevole che corre a pochi metri dal mare.Sterrato verso San Vito La deviazione è tanto bella quanto inaspettata e sicuramente non ci fa rimpiangere di aver abbandonato l’asfalto. Sarà difficile riprovarla al TrinacriA ma non è detto che potremo ripensarci… 😉

San Vito lo CapoMa è tempo di ritornare ai nostri doveri e quindi di rimetterci sulla SP16 in direzione San Vito, dove arriviamo poco dopo. Il paese, data la stagione, è quasi deserto ma a Maggio la situazione potrebbe essere decisamente diversa.

Dopo un caffè ci dirigiamo verso la seconda deviazione “ufficiosa” della giornata, Cornino, un piccolo paese dal quale si gode una visuale magnifica su Monte Cofano al TramontoMonte Cofano, che con la luce del tramonto è ancora più affascinante. Questa destinazione non è stata inclusa nell’itinerario ufficiale, ma se il tempo ce lo permetterà potremo tenerla in considerazione.

Ripartendo da Cornino ci dirigiamo verso la grotta Mangiapane, una grossa insenatura nella roccia dove è stato costruito in tempi antichi un piccolo villaggetto. I fan del commissario Montalbano riconosceranno sicuramente il luogo, utilizzato per alcune riprese dell’episodio “il ladro di merendine”.

Verso la grotta MangiapaneDentro la grotta Mangiapane

Il tempo purtroppo è tiranno e ci costringe a rientrare saltando l’ultima parte del percorso che ci porta sino all’albergo. Poco male, la percorreremo l’indomani quando inizieremo la ricognizione del secondo itinerario! 🙂

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Domenica, secondo itinerario

A differenza del primo itinerario, il secondo lo percorreremo nel verso corretto, partendo dall’albergo e arrivando sino a Calatafimi, escludendo però il ritorno verso l’albergo.

Erice dalle SalineCi dirigiamo quindi da Marsala verso Torre Xiare, percorrendo la statale per Trapani che ci regala i primi panorami della giornata tra Erice e le saline.

Arrivati in albergo iniziamo con l’itinerario vero e proprio, percorrendo i primi 2 km su una strada bianca che ci condurrà sino alla Tonnara di Bonagia, la stessa già raccontata da Francesco nel precedente articolo. Strada bianca verso BonagiaNon lasciatevi impressionare dal termine “strada bianca”, è estremamente battuta e praticabile da qualsiasi tipo di moto con qualsiasi gomma.

Alla Tonnara facciamo un rapido giro del paese in moto; probabilmente qui non ci fermeremo altrimenti rischiamo di non starci con i tempi, soprattutto perché dedicheremo ad Erice gran parte della mattinata.

Torre LygnyLasciata Bonagia continuiamo attraverso la bella strada costiera verso Trapani; la nostra meta è la torre di Ligny, che raggiungiamo dopo aver attraversato il porto e qualche semaforo. Vedremo se includere questa meta anche nell’itinerario, dato che attraversare Trapani potrebbe essere tediante e costarci parecchio tempo.

Il secondo caffè della mattinata è d’obbligo e dopo una sosta in pieno centro riprendiamo la nostra marcia verso Erice e verso la strada che abbiamo soprannominato “lo Stelvio de noattri”, ovvero la salita di Sant’Anna.

Si tratta di una vecchia striscia d’asfalto che unisce Trapani ad Erice e si inerpica su per la montagna attraverso stretti tornanti e panorami mozzafiato sul golfo di Trapani e sulle Egadi. Nonostante il paesaggio distragga facilmente è necessario mantenere una buona concentrazione alla guida perché la carreggiata è molto stretta e i tornanti richiedono una certa attenzione.

Salita di Sant Anna 1 Salita di Sant Anna 2

Finita la salita un bellissimo viale alberato ci accoglie all’ingresso di Erice, dentro la quale ci infiliamo subito per un breve giro in moto tra duomo e quartiere spagnolo.

Passeggiando per EriceTornati all’ingresso lasciamo le moto al parcheggio e ci incamminiamo per le vie del centro… È circa mezzogiorno e non dovremmo, ma l’idea di una genovese con crema ci stuzzica parecchio. Come? Non sapete cos’è una genovese? Beh, se volete scoprirlo sapete cosa dovete fare 😉

Vicolo stretto a EriceCon le mani impiastricciate di zucchero e macchie di crema sulle giacche riprendiamo la nostra via verso le moto, passando prima per uno dei vicoli più stretti del paese, così, giusto per vedere se la panza non è cresciuta troppo. Stranamente nessuno di noi si incastra 🙂

Prima di riprendere l’asfalto e dirigerci alla volta di Segesta andiamo a provare l’itinerario più “off” di tutto l’incontro, una bellissima strada panoramica di circa 2 Km che corre intorno al monte Erice. La difficoltà della percorso è abbastanza bassa, l’unico tratto più “tecnico” è quello iniziale, ma nulla che un Transalp non possa affrontare con qualsiasi gomma e qualsiasi pilota seduto sopra! Per le moto più stradali invece è meglio evitare, a meno che non si sia dei veri temerari; il premio per chi si cimenterà nell’impresa sarà guidare sopra uno dei più bei panorami di tutto l’incontro! 🙂

Sterrata Erice 3 Sterrata Erice 2 Sterrata Erice 1

Come accade a volte quando si fa off, si arriva ad un punto in cui un cancello sbarra la strada e non si può fare altro che tornare indietro… È così non possiamo fare altro che girare le moto e riprovare il percorso all’incontrario (quanto ci dispiace! 🙂 ), un po’ meno panoramico ma un po’ più impegnativo.

Erice Cancello

Scendiamo quindi da Erice verso Valderice, dondolandoci attraverso curve e tornanti bene asfaltati e passando davanti a quel maledetto cancello che poco prima ci ha bloccato la strada.

Da Valderice in poi facciamo come un salto in una nuova dimensione. Le case, i paesi ed il mare quasi spariscono e il paesaggio diventa prevalentemente collinare… Sembra di essere in Toscana e per circa 30 km non incontriamo altro che pecore, pastori ed erba. È una strada che senza dubbio mette pace, ma non bisogna rilassarsi troppo perché le sue condizioni non sono eccellenti e bisogna mantenersi vigili.

Tempio di SegestaLa strada sta quasi per finire quando in lontananza si inizia a vedere il tempio di Segesta, il nostro punto di riferimento per il pranzo. Parcheggiamo nella zona archeologica e ci godiamo un buon panino all’aperto, quasi all’ombra del tempio.

La stanchezza inizia a farsi sentire, ma non abbiamo ancora finito. L’ultima tappa della giornata è l’ossario di Pianto Romano, il luogo dove infuriò la famosa battaglia di Calatafimi, prima città dell’Italia unita. La strada per raggiungerlo è veramente gradevole e dalla collina si gode di una splendida vista sul paese.

Ossario di Pianto RomanoNon appena arriviamo il custode “de facto” del luogo si offre di farci da guida all’interno del monumento, iniziando a parlarci della storia e condendo il tutto con una ricca serie di aneddoti e curiosità. Chissà quante volte al giorno ripete questa sua collaudata tiritera come un vecchio ed efficiente 78 giri 🙂

Prima di ripartire facciamo una passeggiata lungo il viale dei cipressi che conduce al punto in cui Garibaldi pronunciò la famosa frase “Qui si fa l’Italia o si muore!”. Un tricolore ormai strappato dal vento (che in questo luogo soffia costantemente) sventola alla sinistra del monumento, infondendo un pesante senso di tristezza. La metafora di un paese a brandelli che, come per ironia della sorte, domina il luogo dove molte persone sono morte per crearlo,

Qui si fa l'Italia o si muore

Il nostro giro è ormai finito, Francesco tornerà verso Trapani e noi ci dirigeremo alla volta di Alcamo, riprendendo l’autostrada che ci porterà sino a casa.

Adesso tocca a voi, ci vediamo al TrinacriA 2014! 🙂

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Le Foto

Ecco qui tutti gli scatti del fine settimana.

Baciamolemani

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