Passeggiata Improvvisata tra Marsala e Mazara del Vallo

Ecco il mio report di una improvvisata passeggiata in moto dietro l’angolo di casa giorno 7 Giugno.

Scritto su esplicita richiesta di Dario Fiumicello, ho invano tentato di evitarlo quindi se non vi piace prendetevela esclusivamente con lui 😛 

… dopo aver pranzato mi ero appena appisolato che Daniele Fiorito mi chiama chiedendomi se volessi fare un giretto in moto, impossibile dirgli di no.

Come da accordi alle 15 si presenta sotto casa mia a Marsala centro, e dopo una democratica consultazione “io” decido di andare a Torretta Granitola, frazione di Campobello di Mazara, località di cui conservo bellissimi ricordi d’infanzia, raccomandandoci l’un l’altro di fare solo ed esclusivamente strade asfaltate a causa di una precedente sgradevole esperienza.

Ok, deciso, pronti partenza via …


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Invece di prendere la comoda SS 115 optiamo per costeggiare il mare, gustandone l’incredibile varietà di colori e l’esplosione dei profumi che aleggiano in questo periodo, prerogativa che solo chi va in moto riesce a cogliere.

100_5100Fin qui niente di strano ma arrivati al Biscione, una frazione di Petrosino, trovandoci di fronte al bivio tra una strada asfaltata ed una strada bianca cosa scegliamo?? quella bianca naturalmente …

Ma come non avevamo detto solo strade asfaltate?! La mia piccola era pure stata lavata in mattinata!! Niente da fare la carne è debole si sa :), proseguiamo lungo il polveroso e accidentato percorso fin quando improvvisamente si interrompe lasciando il posto alla spiaggia!

Ci guardiamo increduli “… dov’è finito? … C’era sempre stato … forse è coperto dalla sabbia … che dici proseguiamo? … ok, forse lo ritroviamo” ci addentriamo ancora per qualche metro ma il terreno troppo soffice, le gomme praticamente stradali (anakee 3 le sue, Bridgestone non so cosa le mie) e la nostra scarsissima abilità su questi fondi (anche su tutti gli altri veramente :D) ci fanno desistere e  torniamo mesti sui nostri passi. Un paio di foto e di nuovo posiamo le infedeli ruote delle fedeli TA sull’asfalto.

100_5109 Ci inoltriamo cosi per le vie delle campagne pianeggianti di Petrosino, tutte dritte, uguali, monotone (almeno per noi indiani) incontrando ogni tanto qualche catasto di moderne testimonianze, segni della nostra in…civiltà, finché Daniele propone di passare dall’antico Baglio Spanò: “… ottimo andiamoci”, ovviamente percorrendo un’altra strada bianca :).

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Dopo poco ecco il baglio in mezzo ad una distesa di viti, come un oasi nel deserto.

È grandissimo, con alcune parti ormai ruderi, altre ristrutturate ed altre in fase di risistemazione, segno che appartiene a diversi proprietari …

Qualche foto ricordo, qualche scambio di battute con il proprietario di una parte del casale, adibito a b&b, e di nuovo in viaggio per il luogo prefissato.

Lungo il percorso però, alle porte di Mazara del Vallo, vi è la Riserva di Capo Feto e ne Daniele ne io ci siamo mai stati… Quale migliore occasione per andarci?!

100_5130Ennesimo brevissimo sterrato e arriviamo in un territorio acquitrinoso sito di nidificazione di uccelli migratori, proprio adiacente al centro abitato.

Dopo una veloce perlustrazione si decide di andare dritti alla meta senza più soste, altrimenti si fa tardi.

Questa volta riusciamo ad essere coerenti col nostro proposito, nonostante parallelamente per quasi tutto il rimanente itinerario (Lungomare Capo Granitola, SP 38 e SP 51) scorgo bellissimi e facili sterrati lungo la scogliera…

100_5151Sono molto tentato ma pazienza 🙁 sarà per la prossima volta, magari fermandosi dal “Cozzaro” per un gustoso piatto di spaghetti con le cozze ed un bicchiere di vino.

Ed eccoci finalmente arrivati a  Torretta Granitola,  il tempo di una nostalgica passeggiatina in piazza e ristorarci con qualcosa di fresco al bar prima di far rientro prendendo la più veloce SS 115.

Soddisfatti e contenti per questa piccola ma intensa avventura vicino casa … Alla prossima 😉

Baciamolemani

Francesco Alessandrini

Un Assaggio di Dorsale dei Nebrodi

La Dorsale in breve

Abbiamo fatto i Peloritani? Bene, facciamo i Nebrodi adesso, o almeno, assaggiamone una parte!

La dorsale dei Nebrodi corre per circa 70 Km da Mistretta (Serro Merio) Sino a Portella Mitta, nel comune di Floresta. Possiamo dividerla in tre parti:

  1. da Mistretta a Capizzi
  2. da Capizzi a  Portella Miraglia
  3. da Portella Femmina Morta a Portella Mitta, Floresta

Moto e Cartello Parco dei Nebrodi

Il nostro assaggio riguarda una parte consistente della dorsale che va da Portella Femmina Morta, sulla SS289, sino alle Case Mangalaviti, nel comune di Longi, punto in cui si riprende l’asfalto. Considerando il periodo in cui abbiamo percorso il tragitto (1 Dicembre) ci è andata anche troppo bene in termini di neve e fango… In genere fino a primavera inoltrata le condizioni del fondo sono proibitive.

In realtà, oltre a percorrere la dorsale, ci siamo regalati anche una piccola deviazione verso Monte Soro, con visita al maestoso acerone, un enorme albero pluricentenario che dimora qui quasi indisturbato da più di 500 anni.

L’Itinerario

Ecco il percorso della nostra gita:


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Da Portella Femmina Morta (A) si prosegue per circa 1 Km sino al bivio per il Lago Maulazzo e per Monte Soro. Girando a destra si sale verso quest’ultimo (C) incontrando sulla sinistra, poco prima di arrivare, una piccola stradina che conduce a piedi all’Acerone (B). A sinistra invece si raggiungono in ordine il Maulazzo (D), il Biviere (E) e Case Mangalaviti (F) dove si riguadagna l’asfalto.

L’arrivo a Portella Femmina Morta

Si può raggiungere il bivio per la dorsale sia da Sant’Agata di Militello che da Cesarò.

Eolie Vicino Sant'AgataNoi, provenendo da Messina, siamo saliti dal mare, godendoci 36 Km di curve in gran parte immerse nei boschi dei Nebrodi, l’ideale per consumare un po’ le spalle delle gomme e per ficcarsi a grande velocità dentro immense mandrie di mucche che pascolano allegramente dietro un tornante cieco. Meglio fare attenzione, dicono che le mucche non siano animali molto agili, potrebbero avere qualche difficoltà ad evitare un centauro imbizzarrito.

Altro esemplare di fauna locale che facilmente si incontra lungo la 289 è il maialino nero dei Nebrodi, la costosa materia prima di molti gustosi salumi locali. Gli allevatori sono molto gelosi di questi porcelli per cui evitate di farvi prendere dalla tentazione di rubarne uno, a meno che non abbiate una moto abbastanza veloce da sfuggire al sale grosso delle spingarde dei loro proprietari!

Portella Femmina MortaGiunti sul punto più alto della statale il termometro segna solo 4 gradi e il primo nevischio per terra ci ricorda che siamo alle porte dell’inverno.

Neve Altissima a Portella MiragliaQuesto comunque non è nulla in confronto alla quantità di neve che si può accumulare da queste parti!   A Febbraio dello stesso anno ad esempio arrivava tranquillamente ad un metro!

Verso Monte Soro

Dopo aver giocato un po’ al fuoristrada mettendo le ruote sulla viscida erba sporca di neve e dopo aver rischiato un paio di volte di cadere da fermi ci avviamo verso Monte Soro; e qui il gioco si fa davvero duro!

Verso Monte Soro I W_DSCN6732 Verso Monte Soro III

In soli 300 metri di dislivello il paesaggio cambia completamente e il bianco e la nebbia la fanno da padrone. Stare in piedi è quasi impossibile ma in un modo o nell’altro riusciamo ad arrivare al punto più alto, all’interno di una fitta nebbia e di un vento gelido che taglia in due la faccia. La temperatura è ormai sotto zero.

Verso Monte Soro IVVerso Monte Soro VMonte Soro sotto la Neve

Un custode dei ripetitori radio che sono posizionati in questo punto si affaccia incredulo dal cancello, avvicinandosi a noiCalogero Cunsolo a Monte Soro come se fossimo dei marziani… In effetti non ha tutti i torti! Dopo averlo salutato giriamo con estrema delicatezza le moto e ritorniamo sui nostri passi.

Scendendo a passo d’uomo ci fermiamo davanti al bivio per l’acerone, che raggiungiamo immediatamente a piedi.

Qualche scatto accanto all’innevato gigante e possiamo riprendere la strada gelata che ci riporterà al bivio per il lago Maulazzo.

Acerone IIAcerone IAcerone III

Se salire non è stato facile scendere è quasi impossibile, ma in qualche modo, cercando di mettere le ruote sulla neve fresca piuttosto che sul ghiaccio, riguadagnamo l’asfalto pulito (o quasi) avendo quel minimo di aderenza che ci consente di rimettere i piedi sulle pedane. Al bivio un pallido sole accentua ancora di più il contrasto con il paesaggio himalayano che abbiamo appena abbandonato. Sembra passata un’eternità ma in realtà sono trascorsi poco più di 30 minuti da quando abbiamo lasciato il punto più alto.

I Laghi e la Dorsale

Maulazzo IMaulazzo IIIn breve raggiungiamo il lago Maulazzo, dopo un paio di chilometri circa di strada piastrellata da fastidiosissimi ciottoli. Di per se non è nulla di particolare ma le sospensioni non sembrano gradirla molto.

Qualche scatto e siamo di nuovo in sella; ci aspetta un’altro lago e alcuni chilometri fangosi prima di raggiungere l’asfalto.

Verso il Biviere IINiente più ciottoli finalmente, ma solo fango e parecchie pozze d’acqua, praticamente dei piccoli guadi. L’andatura è molto moderata e nonostante le gomme non proprio specialistiche, l’assenza di grosse pendenze non richiede particolari abilità…

Caduta Dorsale NebrodiL’importante è non farsi prendere troppo la mano, non avere paura di sporcarsi gli stivali (capita spesso di doverli ficcare nel fango per tenere dritta la moto) e rimanere sempre sul percorso principale perché basta fare qualche piccola deviazione e ci si ritrova a gambe all’aria, fortunatamente senza conseguenze.

Così tra una pozza di fango e alcuni cavalli al pascolo arriviamo al Biviere, che superiamo senza attardarci troppo… L’andatura più moderata del previsto e i morsi della fame ci suggeriscono di guadagnare in fretta l’asfalto e soddisfare i nostri bisogni primari.

Biviere IBiviere IIBiviere III

Il fango inizia a mollare la presa e la strada migliora sempre di più sino a diventare una semplice sterrata fattibile da qualsiasi tipo di mezzo a due ruote, supersportive incluse, a condizione di accettare che si sporchino un po’!

Verso Case Mangalaviti IVerso Case Mangalaviti IICase Mangalaviti

Siamo finalmente arrivati alle Case Mangalaviti, ci fermiamo un attimo per ricomporci (la caduta mi ha “leggermente” sporcato i pantaloni) e ci fiondiamo giù per i monti in direzione Longi, per proseguire poi verso Capo d’Orlando, dove ci aspetterà un buon pranzo a base di pesce.

Verso Longi Longi Antipasto di Pesce

Epilogo

Capo d'Orlando IINonostante il periodo non fosse quello giusto le difficoltà nel percorrere questa strada sono state relativamente poche, soprattutto se paragonate a quelle a cui si va incontro su molte delle trazzere dei Peloritani, dove le forti pendenze e il fondo di roccie e pietre richiedono decisamente più malizia. Certo, se avessimo trovato molto più fango (o neve) le cose sarebbero state ben diverse e probabilmente, non avendo gomme adatte, ci saremmo dovuti arrendere.

Capo d'Orlando IDiciamo che se in piena estate vi trovate da queste parti con la vostra fida due ruote e non avete voglia di passare una torrida mattinata distesi al sole ad abbrustolirvi, questo tratto di dorsale è l’ideale per divertirsi un po’. Difficoltà bassa (quando non c’è fango), paesaggi bellissimi e fresca aria di montagna. Serve altro?

Bonus Track

Tempo fa Motociclismo pubblicò una comparativa sulle maxi-enduro del momento, girata guarda caso proprio in Sicilia e in parte proprio sulla dorsale dei Nebrodi.

Loro se la sono vista decisamente peggio, ma c’è da dire che la strada era in condizioni decisamente peggiori di come l’abbiamo trovata noi; inoltre noi avevamo almeno le gomme intermedie, loro erano equipaggiati con gomme stradali… Insomma, se la sono proprio cercata!