TrinacriA 2012 – Ricognizione 1° Itinerario

Eccoci infine al racconto della ricognizione del primo itinerario, lasciato per ultimo per motivi di organizzazione / meteo.

La giornata è perfetta, sole e cielo limpido regalano bellissimi panorami, che spero riusciremo a rivedere giorno 28. Si spazierà dai 10 gradi scarsi dell’Etna ai 25 di Terme Vigliatore… l’estate si avvicina!

Parto la mattina molto presto in direzione Capo d’Orlando, con gli occhi quasi chiusi in autostrada; andare a letto alle 3:30 e svegliarsi alle 7:00 non è il massimo, specie per me che sono dedito al sonno e alla pigrizia! 😉

Esco a Brolo ed inizia la statale… divertente, morbida e pulita… inizio piano piano a svegliarmi e a pelare un po’ i bordi delle ruote. Arrivati a Capo d’Orlando inizia la salita, subito con un paio di tornanti secchi! Il fondo è ottimo e in lontananza si inizia ad intravedere la cima innevata e fumosa dell’Etna.

Supero dapprima Naso, poi Castell’Umberto, e mi avvio ancora, piega dopo piega, verso Ucria. Il fondo è ancora in buone condizioni, anche se man mano che si sale qualche frana qua e la e qualche residuo di umidità costringono ad aumentare ulteriormente l’attenzione.

Superata Ucria il traffico, già scarso di suo, si riduce ulteriormente e la strada si fa sempre più aperta ed invitante, anche se il fondo non è bello come all’inizio. L’Etna è sempre più vicina e nonostante abbia fatto già una quarantina di Km si continuano a vedere nitidamente il mare e le isole… E sono a più di 1000 metri di altezza!

Entro a Floresta e mi fermo un attimo in centro, per una capatina in un negozietto di prodotti tipici… Provole, salami, creme di pistacchio e quant’altro mi fanno quasi venire voglia di un bel paninazzo, ma sono appena le 9 e mezza e forse è meglio optare per un caffè con cornetto…

Lasciata Floresta, prima di iniziare la discesa verso Randazzo, mi fermo ancora davanti ad un banchetto con ogni ben di Dio… stavolta due provole è un nodino di salame li prendo e me li porto a casa! Il venditore mi fa fare anche un assaggino di salame di suino nero, piccantissimo per i miei gusti (e per l’orario). Sono costretto a viaggiare con la visiera aperta per un bel po’, la bocca in fiamme non mi consente di tenerla chiusa.

La discesa verso Santa Domenica di Vittoria prima e Randazzo poi è veloce, con un fondo è ottimo. L’Etna si avvicina sempre di più, e prima di arrivare in paese ci sono un bel paio di larghi tornanti con visuale aperta che sembrano messi li apposta per le moto!

Supero Randazzo e la sua confusione (Domenica è giorno di mercato) e mi dirigo in direzione ovest andando ad incrociare la “quota mille”, direzione Linguaglossa. La strada taglia tutto il versante Nord dell’Etna, il fondo è ottimo e non c’è molto da guidare, piuttosto c’è da godersi il paesaggio con marce alte e mente serena…

Un ciclista mi fa segno di rallentare e dopo la curva scopro perché… in fondo un grosso gregge di pecore in movimento mi ricorda che è meglio non rilassarsi troppo! Attendo di lato che il gregge passi, saluto il pastore e continuo per la mia via. Improvvisamente, tra qualche albero, la strada mi catapulta su una vecchia colata lavica che taglia di netto la poca vegetazione. Sebbene l’abbia vista più volte, fa sempre una certa impressione passarci sopra… sembra di teletrasportarsi dalla terra alla luna!

Dopo una ventina di Km (e un’altra colata lavica) arrivo a Linguaglossa, e qui inizia il divertimento vero, la Mareneve: un’orgia di curve e tornanti che, su un fondo pressoché perfetto (almeno nelle zone non in ombra) ti porta fin sull’Etna, a Piano Provenzana, circa 1700 metri di altezza! Arrivo su con il classico sorriso da ebete che chi va in moto conosce bene e mi fermo al Monte Conca per un altro caffettino.

Nonostante ci siano ben 10 gradi, la neve è ancora altissima… Mi raccontano al ristorante che fino ad un paio di settimane fa c’erano due metri e mezzo, e che 3 giorni fa ne sono caduti altri 20 cm… Infatti, sui cumuli di neve più vecchi, sporcati anche dalla cenere lavica delle recenti “sbuffate”, ci sono delle macchie di neve bianca, candida e freschissima!

Saluto e inizio la strada del ritorno, ma mi blocco dopo pochi metri: il celo pulito e l’ottima visibilità consentono di vedere contemporaneamente mare, neve e lava! Non ci si può non fermare per una foto.

Sono ormai le 11 e mezza e sulla strada ci sono un’infinità di altre moto… oh, ci fosse stato uno che abbia ricambiato il saluto… Al rifugio Brunek, famoso luogo di ritrovo per i motociclisti catanesi e non, sembrava di essere ad un motoraduno. Mi sento quasi fuori luogo con la mia “piccola” transalpina in mezzo a quel turbinio di tute in pelle, supersportive, enduroni bavaresi e abbigliamento tecnico “made in germany”… Supero la folla e riprendo a scendere con un buon ritmo, ritrovando di nuovo il sorrisino da “minchione” tipico di chi sta piegando sul bordo degli pneumatici. Arrivo al ristorante, passo per un saluto e per farmi vedere finalmente di persona (fin’ora ci eravamo sentiti solo telefonicamente), e mi avvio verso Castiglione di Sicilia.

Per strada intravedo un bel fettucciato e poco dopo un po’ di folla e qualche KTM pronta per girare. Mi sarei fermato un po’, ma sono già le 12 e ho promesso di essere a casa per pranzo. Continuo verso Castiglione, lungo un misto stretto che non consente alte andature… pazienza, mi tengo a freno fino a dopo Francavilla, quando potrò tornare a divertirmi lungo la bellissima SS9185 verso Novara di Sicilia.

Superata Francavilla però un brivido mi assale quando vedo il cartello “SS185 Chiusa per Frana”! “Ca**o” penso, “guarda che sfiga, è sempre stata transitabile che dobbiamo farci il TrinacriA me la chiudono!”. Un po’ sconfortato decido di proseguire… È già capitato che mettessero segnali di chiusura della strada, quando magari poi si passava lo stesso, se pur con qualche attenzione. Dopo qualche metro vedo scendere altre moto (ovviamente nessuno saluta) e la cosa mi fa pensare che stiano venendo proprio da Novara, visto che non ci sono altri bivi importanti… Saliamo dunque, ma con molta attenzione.

Questa strada mi è sempre piaciuta un sacco… Fondo perfetto, curve aperte, paesaggio spettacolare… Si arriva su in men che non si dica, e, come volevasi dimostrare, di frane “serie” neanche l’ombra, se si esclude qualche tratto di strada non più a livello… niente che un Transalp non possa digerire tranquillamente.

Arrivato su in cima capisco che ormai non ci saranno più blocchi, e tiro un sospiro di sollievo. Trovare un’alternativa a questa strada, per il nostro itinerario, non sarebbe stata cosa facile.

Inizia la discesa verso Novara; la strada è tortuosa ed immersa nel bosco e le condizioni del fondo non sono ottimali come nel versante sud (dove non c’è vegetazione alta). Andiamo piano e godiamoci la discesa… Le isole Eolie ricompaiono all’orizzonte e l’Etna ormai non si vede più, nascosta dai Nebrodi. In compenso adesso le due rocche Salvatesta e Leone dominano il paesaggio circostante.

Supero ancora qualche tratto di strada dissestato e finalmente arrivo a Novara. Breve sosta al bar San Nicola, quattro chiacchere con Filippo, il simpatico barista, e poi via, verso casa. Sono le 12:45 e dovrei farcela per le 13:30.

La discesa da Novara verso il tirreno è bellissima. La strada è più stretta rispetto alla salita, ma il fondo è ottimo e ci sono dei tratti divertentissimi, con continui destra-sinistra… Inutile descrivere l’espressione del mio viso! 😉

Arrivati quasi a Mazzarà S.Andrea c’è un pezzettino di strada che era franato qualche tempo fa e che è stato riparato alla meno peggio, senza asfaltarlo… non sono più di 20 metri, ma è subito dopo una curva cieca… fortuna che ormai ho memorizzato il luogo. Davanti a me, sin da Novara, ci sono tre grosse supersportive, che mi fanno mangiare la polvere ad ogni tratto di rettilineo… Indovinate dove me le bevo tutte e tre? Esatto, proprio in quei venti metri di sterrato, dove loro praticamente si fermano… 😉 Ah, il Transalp!

Ormai sono sulla SS113, ma invece di percorrere l’itinerario completo verso Gliaca di Piraino, torno verso casa. La ricognizione è andata benissimo e fortunatamente la strada per Novara è transitabile, a dispetto di quanto segnalato. Certo, i tratti in cui la strada è dissestata richiedono massima attenzione, ma fortunatamente sono tutti ben visibili e non sono niente di trascendentale, ci passano tranquillamente anche le auto.

Con questa ricognizione si chiudono le perlustrazioni per il TrinacriA 2012. Non mi resta che rimandarvi a Venerdì prossimo, quando finalmente si apriranno le danze (e le panze)!

A presto Lisstaioli!

 

TrinacriA 2012 – Ricognizione 3° Itinerario

Questa Domenica è stata la volta dell’itinerario peloritano. Avrei dovuto fare il TransNebroideo ma il tempo incerto e la stanchezza del Sabato mi ha fatto desistere dall’idea, così sono rimasto in zona.

La cosa che mi premeva di più era verificare le condizioni della statale tra Gliaca di Piraino e Patti, che a seguito di una frana era stata in precedenza interrotta. Fortunatamente il fondo è stato ripristinato e la mattina del 30 potremo dondolarci lungo le sue curve, nella prima tratta tra il residence e il santuario del Tindari. La strada è in buono stato ma la vicinanza del mare la rende abbastanza scivolosa e non è consigliabile piegare alla Stoner o staccare alla Valentino, a meno che non si viglia provare l’amaro sapore dell’asfalto siculo! 😉

Dal Tindari, che visiteremo entrando in moto sino in centro, ci dirigeremo verso Barcellona, lungo un tratto abbastanza monotono della statale; lo abbandoneremo arrivati quasi in centro per scendere verso il mare e percorrere tutta la riviera di ponente milazzese. Da ponente poi taglieremo verso levante, percorrendo tutta la Marina Garibaldi, fino ad entrare sulla strada panoramica che ci condurrà al capo di Milazzo.

A capo Milazzo faremo una breve sosta; potremo visitare la piccola chiesetta di Sant’Antonino e godere del panorama su tutto il golfo di Patti. La chiesa, scavata nella roccia, ha dato rifugio al santo circa 800 anni fa, dopo che egli stesso naufragò a largo della costa. Successivamente venne trasformata in luogo di culto ed ogni anno è meta di pellegrinaggio da parte dei devoti che la notte del 12 Giugno la raggiungono a piedi dai paesi vicini.

Lasciato Capo Milazzo ci dirigeremo verso Santa Lucia del Mela, dove ci fermeremo per pranzo. In base all’orario decideremo se salire prima o dopo pranzo al Santuario della Madonna della Neve, posto sopra il paese e dal quale si gode un bellissimo panorama su Milazzo e su gran parte della costa tirrenica (e purtroppo anche sull’orribile raffineria che deturpa la costa).

La salita è breve ma abbastanza ripida; la strada è in discrete condizioni, anche se qua e la ci sono ancora resti delle frane causate dal maltempo di Novembre. La larghezza della carreggiata, abbastanza ridotta, richiede la massima cautela. La strada è molto vecchia e superando il Santuario si può proseguire per una trentina di Km di sterrato (con qualche pietraia) lungo gran parte dei Peloritani, sino a Fiumedinisi, sul lato jonico. Ovviamente noi non la faremo (ma chissà, magari in qualche incontro futuro… 😉 ).

Una nota per coloro che hanno visto il film il 7 e l’8, di Ficarra e Picone: il paesino di San Giovanni in Calice nel film non è altro che Santa Lucia del Mela e il Santuario dove si rifugia il padre di Ficarra è proprio quello che raggiungeremo.

Lasciata Santa Lucia passeremo, per delle stradine secondarie, dai paesi di San Filippo del Mela e Pace del Mela, fino a riguadagnare la Statale, che percorreremo per alcuni Km sino a Torregrotta, da dove risaliremo verso i monti per raggiungere il paese di Roccavaldina. La strada è breve ma gradevole, con un buon fondo e poco traffico. Superato il paese proseguiremo ancora in quota fino a raggiungere Rometta. Il fondo peggiora un po’ e molte frane a bordo strada ricordano tristemente quello che successe a Novembre. Confinante con Rometta c’è Saponara, dove durante le alluvioni di questo inverno hanno perso la vita tre persone, sommerse dal fango.

Arrivati a Rometta entreremo nella parte antica della città, passando da Porta Milazzo, e ci fermeremo per una breve sosta, prima di affrontare l’ultimo tratto che ci porterà a Dinnammare.

Lasciata Rometta scenderemo nuovamente verso la Statale, lungo una strada divertente ma a tratti non ottimale. Volendo la si può guidare, ma sempre con una buona dose di attenzione.

Raggiunta la Statale proseguiremo verso VIllafranca Tirrena, e continueremo in direzione di Portella Rizzo, nel territorio di Messina. Dopo Villafranca la strada inizia a salire e le curve si susseguiranno incessantemente in un misto medio/veloce inframezzato da tornanti con fondo in pavè!

Dopo l’ultimo tratto, un po’ più stretto, raggiungeremo il bivio con la SP50-Bis, la Dorsale dei Peloritani, che anticamente (ma anche oggi, sebbene il percorso sia leggermente diverso) univa Portella Rizzo a Portella Mandrazzi, Per i primi 10 Km, sino a Dinnammare, la strada è asfaltata, dopodiché prosegue sterrata (con tratti anche piuttosto difficili) lungo tutta la catena dei Peloritani. Noi però ci fermeremo al Santuario, uno dei punti più alti dei Peloritani, da dove si può godere contemporaneamente del panorama sullo stretto di Messina e sul golfo di Milazzo.

Terminata la visita torneremo sui nostri passi e scenderemo nuovamente verso la statale; in base all’orario decideremo se percorrere la Statale sino a Milazzo, per poi riprendere l’autostrada, o se prendere subito l’autostrada e ritirarci al residence. L’ideale sarebbe riprendere subito l’autostrada, uscire a Falcone e percorrere l’ultimo tratto sino a Gliaca di Piraino lungo la Statale a picco sul mare, con il sole basso sulla strada.

I tempi sono abbastanza comodi e l’itinerario è senza dubbio il più “tranquillo” dei tre, per cui potremmo prendercela comoda. Il fondo globalmente non è molto buono, anche se rispetto a qualche mese fa qualche miglioramento c’è stato. L’itinerario è più da “passeggio” che da “guida sportiva”.

Non mi resta che rimandarvi a Domenica prossima per l’ultima ricognizione del TrinacriA 2012, il TransNebroideo!

Lamps!

TrinacriA 2012 – Ricognizione 2° Itinerario

Questo Sabato con Francesco Alessandrini abbiamo fatto la prima ricognizione del TrinacriA 2012, quella relativa all’itinerario TransMadonie.

La giornata non era bellissima e qua e la ci siamo trovati a viaggiare in una nebbia fittissima da non vedere a più di 10 metri, ma d’altronde siamo ancora agli inizi della primavera ed è facile trovare queste condizioni in montagna.

Da Sant’Agata di Militello fino a Cesarò la strada non ha riservato grosse sorprese; era umida in parte, il che richiedeva un’andatura abbastanza tranquilla. Salendo in quota abbiamo trovato ancora un po’ di neve, nonostante una settimana di temperature quasi estive. Man mano che ci addentravamo nei boschi le condizioni tendevano a peggiorare, con nebbia e una leggera pioggerellina, ma una volta giunti in cima, a Portella Femmina Morta, un caldo sole ci ha fatto una piacevole sorpresa.

SS120Scendendo verso Cesarò il tempo si è mantenuto stabile. Superato il paese abbiamo imboccato la SS120, mai percorsa da nessuno dei due. La strada ci è piaciuta molto, panorami bellissimi (nonostante una visibilità non ottimale), belle curve e fondo abbastanza buono, fatta eccezione per alcune frane e pezzi di asfalto raschiato, fortunatamente sempre ben visibili. Non è raro trovare un gregge in movimento per la strada, anche dietro le curve, quindi l’attenzione massima è d’obbligo.

Castello di SperlingaDopo Troina e Cerami si raggiungono Nicosia prima e Sperlinga poi, famosa per il suo castello scavato nella roccia. Da qui si gode un panorama stupendo su tutti i Nebrodi e le Madonie. In base all’orario decideremo se fermarci qui per il pranzo a sacco (ed un eventuale visita del castello) o proseguire.

Lasciata Sperlinga ci avviamo verso la provincia di Palermo, raggiungendo Gangi prima e Geraci Siculo poi. Quest’ultimo è immerso nella nebbia e non vediamo granché, a parte il “Bevaio” della SS. Trinità, antica fontana di epoca Medievale.

Superato Geraci iniziamo a scendere verso Castelbuono. La nebbia fittissima e la leggera pioggerellina ci obbligano ad andare molto piano, ma fortunatamente, come predetto da un signore in paese, dopo pochi km le nubi si diradano ed esce fuori un bellissimo e caldo sole. La visibilità diventa ottima e in lontananza si intravede Castelbuono, che raggiungeremo dopo un dondolio di curve gustoso ed invitante.

Castello a CastelbuonoArrivati a Castelbuono parcheggiamo nei pressi del Castello dei Ventimiglia e ci avviamo verso il centro, per una visita alla Matrice e al noto forno dei Fiasconaro, dove è possibile acquistare dolci di produzione artigianale.

Dopo Castelbuono deviamo verso Isnello, che ci lasciamo a sinistra per proseguire alla volta di Gibilmanna. Sostiamo qualche minuto di fronte al Santuario, godendoci il panorama sulla costa tirrenica, e infine ci avviamo verso l’ultima tappa. La strada scende veloce e dopo qualche chilometro è possibile vedere in lontananza la famosa Rocca che simboleggia il paese di Cefalù. Le pendenze sono a tratti molto ripide e il panorama distrae facilmente, quindi massima attenzione!

Arrivati a Cefalù, dopo un meritato gelato (avidamente gustato, come si può ben vedere 😉 ), ci salutiamo. Francesco prosegue in direzione Ovest, verso Palermo, ed io in direzione Est, verso Messina. Da Cefalù sino a Sant’Agata di Militello la statale è estremamente gustosa ed invita alla guida, a patto di porre attenzione al fondo che in alcuni tratti, data la vicinanza del mare, diventa abbastanza scivoloso.

Dei tre itinerari questo era quello che ci premeva provare prima possibile in quanto sconosciuto ad entrambi. L’unico punto a sfavore secondo noi è la lunghezza (più di 300 Km), ma a parte questo il percorso merita sicuramente, sia motociclisticamente che paesaggisticamente parlando.

Vi aspettiamo al TrinacriA 2012 per rifarlo tutti insieme! 😉

Alla prossima.

PS: La prossima ricognizione sarà probabilmente per il 15 di Aprile; percorreremo il TransNebroideo!

TrinacriA 2012 – Iniziano le Ricognizioni

Sabato io e Francesco Alessandrini faremo la prima ricognizione per il TrinacriA 2012. Chi vuole unirsi a noi si faccia trovare alle 9:00 allo svincolo di Sant’Agata di Militello.

Saliremo verso Cesarò, proseguiremo per Troina e Nicosia, poi scenderemo verso Cefalù ed in fine a casa.

Se ci siete fateci sapere in mailing-list o inviandoci una mail.

A presto!