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La Dorsale dei Peloritani

Prologo

Lo Stretto dalla Dorsale dei Peloritani

L’idea di percorrere la Dorsale dei Peloritani con la fida Transalp, chiudendo un anello on-off da Pellegrino a Dinnammare, mi ha sempre affascinato e impaurito allo stesso tempo. Con il DRZ l’avevo fatta più volte, senza grosse difficoltà, ma in diversi tratti con pietraie mi è capitato più volte di pensare “Qui con la TA sarebbero stati volatili per diabetici!“.

Chiariamo che io non sono propriamente un “manico” in fuoristrada… Diciamo che tento di stare in piedi alla meno peggio :). Cadere con la Suzuki non è un grosso problema, cadere con la Transalp un po’ di più, sia per le potenziali conseguenze (a me e alla moto) sia per le eventuali difficoltà nel tirarla su.

Unendo anche il fatto che mi è sempre mancata la compagnia (MAI andare in fuoristrada da soli) la cosa è sempre stata rimandata… Fino ad oggi, quando il buon Peppe con la sua fiammante KTM ha deciso di farmi compagnia.

L’Itinerario


Visualizzazione ingrandita della mappa
La dorsale dei Peloritani è una vecchia strada militare, quasi completamente sterrata, che unisce Portella Rizzo a Castroreale (per quanto ne so 🙂 ). L’unico tratto asfaltato è quello che va da Portella Rizzo sino al santuario di Dinnammare (chi ha fatto il TrinacriA 2012 lo ricorderà 😉 ), per circa 10 Km. Da qui inizia la parte sterrata che dopo circa 20 Km arriva a Pellegrino e quindi a Monforte San Giorgio. La nostra idea è quella di percorrerla al contrario, da Pellegrino a Dinnammare, per poi tornare al punto di partenza via asfalto.

Si Parte!

Dinnammare da PellegrinoL’appuntamento è per la mattina a Pellegrino; mi vesto da “fuoristrada” di tutto punto, tranne che per gli stivali, che mi costringerebbero a regolare i pedali e non c’ho proprio voglia! Si parte con gli stivali “touring”, non saranno il massimo ma almeno sono più comodo. 🙂

Preso dalla tensione arrivo con un po’ di anticipo e mentre aspetto Peppe mi godo un po’ il panorama alla luce del mattino… In lontananza le antenne di Dinnammare, la nostra “final destination”.

Peppe arriva quasi subito e dopo qualche scatto di rito ci avviamo verso Sud, uscendo dal paese e mettendo finalmente le ruote sulla terra. Di li a poco il primo bivio, con tanto di cartelli indicatori… Una rarità già per le strade asfaltate, figuriamoci per quelle sterrate! 🙂

Bivio PeloritaniA destra si scende verso Ghiuppo, una delle tante aree attrezzate dei Peloritani; la nostra via però è a sinistra, l’indicazione è chiara: “Monti Peloritani”

Si inizia a salire, la dorsale cammina intorno ai 1000 metri e noi siamo ancora bassi. Nonostante alcuni tratti di forte pendenza non incontro particolari difficoltà a portare su la moto; il mio timore più grande è quello di bloccarmi in mezzo a un tornante in salita ed essere costretto a girare la moto per prendere nuovamente la rincorsa, o peggio, mettere male un piede e buttarla per terra in contropendenza. Fortunatamente nulla di tutto ciò accade, nonostante le gomme non troppo specialistiche la trazione è molto buona, grazie anche al terreno umido ma mai fangoso. Fosse stato più secco sarebbe stato parecchio più difficile.

Inutile dire che Peppe, con la sua KTM, è già su in cima ad aspettarmi, e prima che arrivi si è già fumato una sigaretta, preso un caffè, registrato le valvole della sua moto e raccolto dei funghi. 🙂

Portella dell'OrsoDopo il bivio di Portella dell’Orso entriamo sulla dorsale vera e propria. Il peggio è passato e le pendenze da ora in poi saranno molto più lievi. Ci fermiamo un attimo al rifugio San Calogero per una piccola sosta, qualche castagna (io) e qualche salto (lui)!

E dopo un po’ si riparte, adesso sono molto più rilassato e posso finalmente godermi un po’ le montagne e i boschi dentro i quali la strada ogni tanto si infila, lasciando intravedere qua e là sprazzi di Jonio e dello stretto di Messina. Certo, qualche volta una pietra di troppo o un tratto di sabbia mi fanno stringere un po’ le chiappette, ma fortunatamente mai nulla di tremendo. Ovviamente Peppe è rilassato e fresco come una rosa… La sua Kappina è quasi indispettita per l’andatura moderata e ruggisce in maniera soffocata, bramando l’apertura del gas. Il frullio del bicilindrico Honda in confronto sembra un miagolio! 🙂

Fine dello SterratoFacciamo qualche altra piccola sosta per foto e video e in men che non si dica (perfino troppo velocemente) siamo in vista della montagna di Dinnammare. Da lì alla “civiltà” la strada è breve e in un batter d’occhio le nostre ruote sono di nuovo sull’asfalto. Nel momento in cui lo tocco mi sento pervaso da una sana e un po’ stupida euforia da “missione compiuta” :). La mia piccola Parigi-Dakar (parafrasata in Pellegrino-Dinnammare) l’ho finalmente fatta.

Lo Stretto

Dal momento in cui guadagnamo l’asfalto al santuario la strada è molto breve e non possiamo certo esimerci dal raggiungerlo. Complice la chiara giornata novembrina, ci godiamo un bellissimo panorama dello stretto; lo conosciamo bene, è vero, ma ogni volta è sempre piacevole rimirarlo e scattare qualche foto.

Dopo un po’ ripartiamo alla volta di portella Rizzo, percorrendo l’unico tratto asfaltato della dorsale. A portella Rizzo deviamo a sinistra sulla SS113, ritornando verso Villafranca, direzione casa. La discesa è piacevole, ma lo sarebbe ancora di più se non ci fosse il pavè nella maggior parte dei tornanti. Molte zone sono in umido e il pavè diventa scivolosissimo. Pazienza, invece dei “piegoni” ci accontenteremo di passeggiare.

Epilogo

Alla fine il diavolo sembrerebbe meno brutto di come lo si dipinge… La strada sicuramente non era semplice e non concedeva molte distrazioni, ma con un po’ di attenzione e di equilibrio sono riuscito a farla senza grossi problemi. Ho già voglia di rifarla, magari in un periodo più caldo per vedere se è davvero così semplice anche con il terreno più asciutto.

È sicuramente un itinerario da tenere in considerazione per i prossimi incontri, anzi, se qualcuno volesse provarlo in anteprima si faccia avanti :). A mio parere, se si è un po’ “smaliziati”, si può fare anche con una grossa endurona e, magari, anche con gomme stradali. Certo, il tassello aiuta!

Alla prossima!

Dinnammare

Addendum

Quasi dimenticavo, dato che il percorso era breve e di tempo ne avevamo in abbondanza, ci siamo messi a fare un piccolo video della nostra gitarella… Buona visione!